Nei secoli il contributo femminile è stato fondamentale per lo sviluppo della scienza come noi oggi la conosciamo. Dall’antica Ipazia a una più recente Margherita Hack, da Marie Curie a Rita Levi Montalcini, da Gertrude Belle-Elion a Emmy Noether. La Giornata mondiale delle Donne e delle Ragazze nella scienza è una ricorrenza fondamentale, per rendere merito all’ingegno di tutte loro e per provvedere al superamento del gender gap.

Istituita nel 2015 dalle Nazioni Unite, dal 2016 ogni anno l’11 febbraio in tutto il mondo si celebrano le donne di scienza e il loro ingegno. L’obiettivo? In prima istanza sensibilizzare e invitare gli Stati membri dell’Onu, le istituzioni e la società in generale a sostenere le ragazze nell’intraprendere studi scientifici, ma anche supportare le scienziate nel loro percorso.

Le 15 scienziate che hanno fatto la Storia

Una ricerca portata avanti da Save The Children certifica che solo 1 ragazza su 8 intraprende professioni scientifiche. Una rappresentazione decisamente forte e importante di un gender gap che, a gran voce e in molte piazze di tutto il mondo, si sta pian piano cercando di scardinare.

È chiaro che un enorme ostacolo in una situazione come questa è rappresentato dai diffusi stereotipi e disuguaglianze di genere, che – insieme alla notevole carenza di opportunità educative in svariate parti del mondo – dà vita a un circolo vizioso dalle origini antiche. Cercare di raggiungere la piena parità di genere nella carriera scientifica – come in tutte le cose – rappresenta un obiettivo fondamentale. Sempre.