Dopo avervi raccontato in breve la vita della Ferrero, quest’oggi siamo qui a proporvi un altro dolcissimo case history tutto italiano: la romantica storia del Bacio Perugina e della sua “mamma”: Luisa Spagnoli.

Contrariamente a quanto si possa pensare, Luisa Spagnoli non è stata solo la fondatrice dell’omonima azienda di abbigliamento. Nata Sargentini a Perugia nel 1877, figlia di un pescivendolo e di una casalinga, nel 1898 Luisa sposa Annibale Spagnoli. Insieme i due rilevano una drogheria, all’interno della quale iniziano a produrre confetti. Grazie a un giro d’affari decisamente florido, nel arriva la svolta che darà origine a una delle storie più dolci del secolo scorso. Nel 1907, infatti, gli Spagnoli – insieme all’imprenditore Francesco Buitoni – aprono a Perugia una piccola azienda dolciaria con una quindicina di dipendenti: è così che nasce l’oggi celeberrima Perugina.

Laboratorio Perugina (Perugia)

Inizialmente a gestione familiare, la fabbrica rimane nelle mani di Luisa e dei suoi due figli, Aldo e Mario Spagnoli, che insieme – grazie alle idee geniali della madre – riescono a lanciare diversi prodotti innovativi e di grande successo. È nel 1922, però, che vede la luce il prodotto di spicco della fabbrica, cento anni dopo ancora amato e conosciuto in tutto il mondo: grazie a un’intuizione geniale, infatti, Luisa inventa il Bacio Perugina.

Il cioccolatino degli innamorati

Originariamente costituito da quelli che ai tempi erano considerati scarti di produzione poco pregiati (la granella di nocciole, ndr) racchiusi all’interno di una spessa colata di cioccolato, il cioccolatino più amato dagli innamorati di tutto il mondo – a causa della sua forma, molto simile a quella della nocca di una mano – fu inizialmente chiamato Cazzotto. Solo in un secondo momento Giovanni Buitoni – figlio del socio Francesco e successivamente divenuto amante di Luisa dopo l’abbandono dell’azienda da parte di Annibale Spagnoli nel 1923, nonostante i 14 anni di differenza – coniò il nome Bacio, come a voler rappresentare un vero e proprio dono degli innamorati che, romanticamente, essi avrebbero potuto scambiarsi sotto le stelle. Proprio per questo, infatti, ancora oggi il packaging dei Baci Perugina presenta il celebre cielo stellato che noi tutti conosciamo.

Con il cambio di nome, anche la forma dei Baci viene modificata, arrivando – secondo alcuni – a ricordare addirittura un piccolo seno. La storia del brand Perugina, però, vive una svolta radicale in un secondo momento, grazie sia al Bacio che all’ideatore della celeberrima coppia presente sulla scatola (ispirata al celeberrimo Bacio di Hayez). Federico Seneca, pittore, grafico, pubblicitario e direttore artistico della Perugina negli anni Venti.

Réclame Baci Perugina, 1959

Sempre su questa scia, negli anni Trenta arrivò l’idea di inserire all’interno dell’involucro dei cioccolatini dei bigliettini contenenti frasi romantiche. Non si conosce l’origine di questa intuizione, anche se un’aura di romantica leggenda parla di una particolare abitudine della stessa Luisa Spagnoli, che sarebbe stata spesso avvezza a utilizzare i cioccolatini per mandare messaggi d’amore al suo giovane amante Buitoni.

Réclame Baci Perugina (1960)

Dai dolci all’abbigliamento

Nonostante l’attività della Perugina vada a gonfie vele, Luisa non si ferma. Decisa a dedicarsi anche all’allevamento del pollame e dei conigli d’angora (per ricavarne lana per filati), l’imprenditrice dà vita a un modus operandi particolare: i conigli, infatti, non venivano né uccisi né tosati, ma pettinati. È così che nasce l’Angora Spagnoli, al cui interno vengono creati indumenti alla moda.

Oltre il mito

Luisa Spagnoli (1877-1935)

Luisa Spagnoli si spense prematuramente nel 1935 per un tumore alla gola. L’amato Giovanni restò al suo capezzale fino all’ultimo giorno, mentre i figli portarono avanti i suoi insegnamenti, continuando l’attività imprenditoriale a pieno regime.